L'Hanami e la fioritura dei ciliegi

12 April 2021
Se siete arrivati su queste pagine perché appassionati di Love Hina, il celebre manga di Ken Akamatsu al quale il sito è dedicato, ricorderete sicuramente la mitica sigla Sakura Saku cantata da Megumi Hashibayara. La canzone, nell’ambito dell’anime, giocava sul parallelismo della “fioritura dei ciliegi” (la sakura saku appunto) che è utilizzata come frase anche per indicare la “promozione di un esame”, legata alla promessa tra Naru e Keitaro di ritrovarsi insieme alla Todai. Ma la fioritura dei ciliegi che viene celebrata nella cultura giapponese con la festa dell’hanami, racchiude un significato più profondo che simboleggia la vita e la rinascita.
L’origine dell’hanami risale a tempi molto antichi, secondo l’antico libro degli annali giapponesi addirittura al III secolo dopo Cristo, mentre alcune leggende indicano come essa derivasse da un antico monaco della città di Yoshino che piantava alberi di ciliegio e altri ritengono invece fosse un’usanza derivata dalla Cina.
Inizialmente l’hanami era riferito agli ume, ovvero gli alberi di prugne, ma con la dinastia Heian (794-1185) la corte giapponese si trasferì a Kyoto e da qui i sakura, per la loro bellezza, sostituirono gli ume. In questo periodo l’usanza dell’hanami rimase relegata a gruppi elitari di nobili, samurai e poeti che si ritrovavano a bere sakè e recitare haiku – dei componimenti poetici tipici del Giappone – in onore della fioritura dei ciliegi. Solo dal 1600, dal periodo Edo, questa celebrazione si diffuse ai ceti più bassi della popolazione e divenne nei secoli una importante festa nazionale.
I giapponesi sono soliti festeggiare l’hanami recandosi nei parchi cittadini e organizzando dei veri e propri pic-nic sotto i ciliegi mentre banchettano tra canti e danze della tradizione. La parola hanami significa proprio “osservare i fiori”, e in Giappone il fiore per eccellenza è proprio quello degli alberi di ciliegio. Di solito durante l’hanami si consuma il pasto nei bento, i caratteristici vassoi divisi per scomparti, e alcuni dei piatti tipici della ricorrenza sono i sakura mochi, dei dolcetti fatti con pasta di fagioli e riso pressato e avvolto attorno a una foglia di ciliegio. Altro piatto caratteristico dell’hanami è l’hanami dango, delle polpette di riso servite con thè verde realizzate nei tre colori che simboleggiano la primavera (rosa, bianco e verde). Legato a queste polpette vi è il celebre proverbio dell’hana yori dango, da cui deriva il titolo di un famoso manga, che significa “polpette piuttosto che fiori” e sta a indicare che spesso si preferisca la materialità delle cose piuttosto che la loro bellezza ed armonia.
La festa si conclude a tarda sera con la Yozakura (la notte dei ciliegi) dove il buio è rischiarato con le chochin, le famose lampade di carta.
Seppur una festa dedicata alla rinascita e al nuovo inizio, non a caso in Giappone la primavera segna l’inizio del nuovo anno fiscale e scolastico, l’hanami racchiude anche un senso più profondo legato alla caducità della vita e alla transitorietà delle cose. La fioritura dei ciliegi è uno spettacolo bellissimo ma destinato a finire molto presto, proprio quando raggiunge il suo culmine e, per questo, la contemplazione dell’hanami è accompagnata da una sottile vena di tristezza. Così come la vita e la bellezza, meravigliose ma effimere e destinate a sfiorire. Un concetto tipico del buddismo che mette in luce la consapevolezza dell’inconsistenza materiale e della naturale transitorietà delle cose: tutto muta e niente è eterno.
L’hanami si svolge in tutto il Giappone in giorni diversi a seconda delle località dalla fine di gennaio all’inizio di maggio e ogni anno migliaia di giapponesi si muovono lungo tutta la nazione per andare ad ammirare la fioritura nei luoghi più suggestivi. Per questo motivo l’Agenzia Metereologica Giapponese dirama ogni anno le previsioni, aggiornate settimanalmente, della fioritura dei ciliegi e del suo momento massimo (il mankai) basandosi su una serie di parametri che rendono le stime molto attendibili.
Da qualche anno l’hanami è una festa che viene celebrata anche in occidente per celebrare l’arrivo della primavera e non è difficile trovare eventi nelle principali città del proprio paese.
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