Yashahime, la Principessa mezzo-demone

29 October 2020
In questo anno molto strano, guidato purtroppo dagli eventi creati dalla pandemia mondiale, è particolare trovarmi a scrivere un articolo in questo periodo dove ero solito essere in partenza per il Lucca Comics. L’emergenza sanitaria mi ha costretto a scelte differenti ma, per fortuna, il lato positivo è che nonostante le difficoltà sono arrivati nuovi e interessanti prodotti di cui parlare. E una grossa quanto inattesa sorpresa è giunta con la pubblicazione di una nuova serie anime, sequel di una tra le opere più famose di Rumiko Takashi: Yashahime, la Principessa mezzo-demone.
La storia ruota attorno a Towa e Setsuna, le due figlie di Sesshomaru che a causa di un incidente vengono separate da piccole. Towa, catapultata nella Tokyo moderna,  viene adottata da Sota Higurashi, fratello di Kagome, mentre Setsuna, rimasta nell’epoca Sengoku, perde la memoria dell’infanzia. Diversi anni più tardi, Setsuna, diventata cacciatrice di demoni al fianco di Hisui e Kohaku, affronta un demone millepiedi che è alla caccia della perla arcobaleno custodita da lei stessa. Alla battaglia si aggiunge Moroha, mezzo demone e figlia di Kagome e Inuyasha che uccide demoni come cacciatrice di taglie, e le due ragazze vengono scagliate nella Tokyo moderna a causa di un portale che si apre all’improvviso. Qui ritrovano Towa che, riconosciuta Setsuna, si sente in colpa per la perdita della memoria della sorella. Le tre ragazze decidono così di partire insieme per cercare di recuperare i ricordi di Setsuna.
Questa nuova serie della Sunrise era stata annunciata lo scorso maggio e ha iniziato la sua trasmissione a partire dal 3 ottobre in simulcast, anche con sottotitoli in italiano, sulla piattaforma Crunchyroll.
Lo staff che si sta occupando dell’animazione è in buona parte lo stesso che ha seguito tuttle le stagioni di Inuyasha, a partire dal regista Teruo Sato, il chara designer Yoshihito Hishinuma e le sceneggiature di Katsuyuki Sumisawa, senza dimenticare  le immancabili musiche di Kaworu Wada. La stessa Rumiko Takahashi ha partecipato fornendo le bozze per il chara design dei nuovi personaggi.
Il senso di nostalgia che si prova alla visione del primo episodio, con il ritorno di tutti i personaggi della serie che abbiamo seguito per oltre un decennio, è davvero gradevole: è come ritrovare una serie di amici che non vedevi da tanto tempo. La cura dello staff nei disegni e soprattutto la ripresa accurata di molti dei vecchi dettagli crea subito un legame importante con la serie principale, molto apprezzabile dai fan, ma piuttosto anonima e forse poco chiara per chi si approcciasse per la prima volta al mondo di Inuyasha.
La storia risulta sin da subito molto intrigante, i nuovi protagonisti della storia hanno caratteristiche ben definite e che si adattato perfettamente ai rispettivi genitori (osservare con attenzione gli atteggiamenti di Moroha per credere) e creano una consequenzialità immediata e molto fluida. Sia il comparto visivo della Sunrise che musicale con Wada sono poi una garanzia di qualità tra ambientazioni dettagliate e dai colori molti vivi e i suoni che riportano alle tipiche atmosfere dell’epoca Sengoku.
Questa perfetta sintonia con la precedente serie di Inuyasha è però in contemporanea uno dei punti di forza e delle debolezze di Yashahime, adatta praticamente solo a chi ha già seguito le avventure di Kagome e compagni: tantissimi sono i rimandi alle vicende passate e molto spesso viene dato per scontato che lo spettatore già conosca molti retroscena. Questo potrebbe essere accettabile da chi ha già seguito in passato Inuyasha, ma crea grossa confusione nei nuovi spettatori poiché questo sequel si pone di fatto più come una “nuova stagione” della serie principale. Molti dei salti temporali che avvengono durante la narrazione, almeno in questi primi episodi, tra la Tokyo moderna e l’epoca Sengoku, realizzati per muovere gli eventi e introdurre i personaggi, sono risultati un po’ confusionari e quasi del tutto impossibili da capire senza la conoscenza degli eventi passati.
La serie resta molto valida e carina da vedere ma il suggerimento che mi sento di dare segue la logica di quanto detto in precedenza: se siete vecchi fan di Inuyasha non dovete assolutamente perderla, se al contrario non sapete di cosa si sta parlando, suggerisco di avvicinarvi a Yashahime soltanto dopo aver recuperato la visione della serie principale.
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