City Hunter Private Eyes

21 September 2020
So di arrivare con colpevole ritardo (più di un anno dopo l’uscita del film al cinema), ma non potevo mancare la visione e una riflessione sull’ultimo film di animazione di una delle serie più iconiche di fine anni 80, arrivata in Italia solo uno decennio più tardi: City Hunter. Chi si è divertito ed emozionato tra le sfumature del personaggi di Ryo Saeba, freddissimo sweeper quanto incallito donnaiolo con il chiodo fisso del mokkori, non poteva lasciarsi scappare questo film arrivato dopo l’ultimo special TV realizzato nel lontano 1999.
Ryo e Kaori vengono ingaggiati da una studentessa di medicina e modella di nome Ai Shindo che da qualche tempo viene inseguita da loschi figuri che intendono rapirla. Il tutto sembra essere collegato alla morte del padre della ragazza e a un misterioso e innovativo sistema di controllo per armamenti denominato Moebius. Con l’ingresso in scena di Shinji Mikuni, magnate una multinazionale delle comunicazioni nonché amico d’infanzia di Kaori, i nostri eroi si ritroveranno catapultati nel bel mezzo di complotti e scontri a fuoco tra le strade di Shinjuku.
Prima di spendere qualche parola su questo nuovo film di animazione è doveroso premettere che questa è una sorta di “operazione nostalgia” voluta dagli autori per celebrare City Hunter e l’universo creato da Tsukasa Hojo che si è occupato del soggetto e della realizzazione delle bozze dei nuovi personaggi. Temporalmente si colloca come un sequel della serie televisiva che si svolge nella Tokyo dei giorni nostri, riconoscibile anche dalle location che riporta molte strutture moderne dell’attuale Shinjuku come l’entrata della stazione metro JR oppure il mega centro commerciale Lumine.
La trama è molto semplice e, se vogliamo, ripetitiva. Niente di nuovo si aggiunge a quanto già visto negli oltre cento episodi della serie televisiva: non c’è molto da raccontare se non semplicemente far fronte a quella voglia di ritrovare quei personaggi che ci hanno accompagnato a cavallo degli anni 90. E la forza del film è proprio questa, ritrovare tutti i protagonisti che abbiamo amato in passato e vedere, che nonostante gli anni siano trascorsi, loro sono sempre gli stessi. Le martellate di Kaori, i mokkori e l'infallibilità di Ryo, l’amicizia con Umibozu, i siparietti con Saeko…... tutti elementi che riportano a quel calore nei rapporti umani che resta a galla nonostante la freddezza di un mondo che si è modernizzato tra cellulari, droni, robot, app e la lavagna XYZ divenuta virtuale.
Molto apprezzabile, in questa passerella dei ricordi, è anche il cameo delle Cat’s Eye, le tre ladre di “Occhi di Gatto” che si prodigano ad aiutare Ryo e compagni dopo il danneggiamento dell’omonimo bar gestito da Falcon e Miki. E non poteva mancare l’epica Get Wild, capolavoro senza tempo della TM Network e rimasterizzata per l’occasione, che accompagna la cartolina di chiusura come nella serie tv.
In Italia il film è stato portato nelle sale cinematografiche grazie al consolidato duo DynIt – Nexo Digital nel settembre del 2019 ed è seguita la pubblicazione per l’home video arrivata sugli scaffali il 30 gennaio 2020. Il lavoro svolto da DynIt è stato a dir poco monumentale riuscendo, nella volontà di assecondare l’intento nostalgico del film, a riportare quasi interamente il cast dei doppiatori storici italiani. Come già è avvenuto per diversi anime che hanno accompagnato l’adolescenza di molti attuali trentenni (e anche qualcosa di più), le voci storiche, in questo caso di Guido Cavalleri e Jasmine Laurenti su tutti, ci lasciano un’emozione unica: la sensazione di ritrovare degli amici che non vedevi da tanto tempo. E senza scordare un'altra chicca realizzata appositamente per il film che ha visto Stefano Bersola, voce della sigla storica di City Hunter, collaborare con Alessia Cimino (in arte Thymeka) e l’autrice Mitsuko Komuro per realizzare la versione ufficiale italiana di Get Wild sostituita, solo nelle sale cinematografiche, a quella originale nei titoli di coda.
City Hunter Private Eyes è un’operazione nostalgia perfettamente riuscita con tutti gli elementi collocati al posto giusto. Non troverete un remake originale o un rilancio in chiave moderna di City Hunter, ma un bellissimo tuffo nel passato e in tutto ciò che questo manga/anime ha rappresentato per un’intera generazione.
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