Samurai 8

12 December 2019
Come ogni anno si ritorna da Lucca Comics carichi di novità (di cui vi parlerò un po’ per volta nel corso del 2020) e non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di leggere il nuovo lavoro di Masashi Kishimoto che arriva ben 5 anni dopo la conclusione di Naruto e un meritato periodo di riposo. Però proprio a causa di problemi di salute occorsi durante la serializzazione di Naruto, Kishimoto ha deciso di occuparsi soltanto della sceneggiatura e degli sketch preliminari dei personaggi, lasciando il compito del disegno al suo storico collaboratore Akira Okubo che si è in passato occupato  anche del char design del film dedicato a Boruto.
Hachimaru è un giovane molto debole e malato che sopravvive soltanto grazie a un supporto vitale al quale è collegato. Questo macchinario non gli consente di uscire di casa e il ragazzo è costretto a passare le giornate rinchiuso mentre dentro di lui coltiva il sogno segreto di poter diventare un Samurai, una serie di combattenti nobili che proteggono e difendono l’universo da chi ne minaccia la pace. Un giorno suo padre Furuta esce di casa per procurarsi una componente che dovrebbe consentirgli di terminare un supporto vitale mobile per il figlio. Rimasto solo in casa con il suo cane robotico Hayataro, Hachimaru incontra un androide con le sembianze di un gatto, che si presenta come Daruma, un vero samurai in missione per trovare tutte le sette Chiavi per aprire la Scatola di Pandora, un manufatto divino che può scongiurare la fine della vita della galassia che sta per giungere al termine. I samurai ottengono il loro potere da speciali oggetti creati dal dio dei guerrieri, Acala, e il padre di Hachimaru ha nascosto in suo figlio uno di questi artefatti. In seguito agli eventi iniziali della storia Hachimaru attiva il potere dell’artefatto dentro di lui e diventa un samurai pronto a essere addestrato da Daruma.
L’ambientazione della storia riassume perfettamente lo stile tipico di Kishimoto tra clan guerrieri, lotte per il potere e intrighi,in un contesto che rispecchia l’epicità del medioevo giapponese. Il tutto però viene collocato nel futuro, in una location fantascientifica che combina gli elementi della tradizione e della modernità in una miscela innovativa (e che a tratti ricorda quanto fatto da Ken Akamatsu nell’ultima parte di Mahou Sensei Negima e nel suo seguito UQ Holder).
Il disegno di Okubo risulta molto rispettoso del tratto di Kishimoto e si possono inevitabilmente notare, già dai primi capitoli, diversi rimandi alla precedente opera. Lo stesso Hashimaru risulta essere fisicamente una sorta di incrocio tra Kabuto e Konohamaru.
La storia si percepisce essere molto ambiziosa e proprio per questo sembra avere un inizio piuttosto lento, diversamente dalla maggior parte dei manga shonen mainstream incentrati sui combattimenti. Naruto, pur in una buona complessità di trama, era piuttosto lineare come storia. L’impressione è che questo Samurai 8 voglia avere più profondità e complessità (come One Piece, per fare un esempio) e necessiti quindi di più tempo per decollare. Kishimoto ha dichiarato di avere in mente una storia che dovrebbe distribuirsi su circa 15 volumi, ma sono sicuro che alla fine saranno molti di più visto il potenziale che si cela dietro questi primi capitoli.
La pubblicazione italiana è sempre a opera di Planet Manga con il singolo volumetto venduto al prezzo di 4.90€, ormai un buon prezzo medio di riferimento per avere qualità a costi abbordabili, e per il primo volume è presente anche la versione variant con la copertina scura (non un granché a dire il vero, io ho preferito quella standard).
Se avete apprezzato Naruto o amate gli shonen di combattimenti vi consiglio di fare un tentativo con questo nuovo Samurai 8: ritroverete molti degli elementi che hanno reso famoso Kishimoto e nel contempo tante interessanti novità, a patto di avere all’inizio solo un pochino di pazienza mentre la storia inizia ad ingranare.
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