Gunslinger Girl, un assaggio d’Italia tra ragazze e pistole

22 May 2018
L’Italia è sempre stata un paese molto apprezzato dai Giapponesi per i suoi paesaggi, la sua cultura e la sua arte. Spesso importanti luoghi o monumenti sono comparsi sia in manga che in anime, mi viene da citare alcune ambientazioni di Porco Rosso di Miyazaki o dell’ultima serie di Lupin, ma ancora poche sono le serie interamente ambientate nel nostro paese.
Una di quelle che ritengo artisticamente più rilevanti è Gunslinger Girl, iniziata come manga nel 2002 e che ha portato alla realizzazione di ben due serie animate.
In una versione contemporanea ma alternativa dell’Italia, il Paese è preda di attacchi terroristici di un fronte indipendentista denominato “Il Movimento delle 5 Repubbliche” (con velato riferimento ad alcune idee politiche della Lega Nord) che organizza attentati terroristici per raggiungere i suoi scopi. Per questo motivo il Governo crea un reparto speciale della polizia chiamato “Ente per il Benessere Sociale” nel quale, in una particolare unità, vengono impiegate bambine, salvate da malattie invalidanti o da situazioni di soprusi e di violenze, e trasformate in micidiali cyborg. Ciascuna di loro, dopo un condizionamento dove le viene cancellata la memoria, è affidata a un agente denominato “fratello” che diventa il suo partner di lavoro. Vengono così raccontare una serie di vicissitudini delle varie coppie di agenti tra la lotta contro la criminalità e la fragilità emotiva delle bambine/cyborg che, nonostante i condizionamenti, mantengono un animo umano.
Gunslinger Girl è un’opera abbastanza impegnativa, con tanti livelli di lettura, ma molto appassionante.
Si parte dai temi politici con riferimenti a terrorismo, Brigate Rosse, intrighi di governo e personaggi ispirati a figure della politica italiana (tra i quali Bossi e Berlusconi) con storie poliziesche e di corruzione. L’azione non manca con le “marionette”, così sono denominate le ragazzine cyborg, sempre in campo con situazioni ad alta tensione. Vi è poi il lato più introspettivo nel rapporto tra le ragazze e i propri “fratelli” che le gestiscono a seconda della propria visione e rimandano a riflessioni su importanti temi sociali come la violenza sulle donne e la criminalità.
Il tratto di Yu Aida è fine ed essenziale, anche durante le scene di lotta e combattimento rimane estremamente pulito con una cura degli sfondi e delle location molto precisa. Per gli italiani è ovviamente un piacere riuscire a riconoscere luoghi e situazioni note e vedere come sono state riportate nel fumetto.
La serie è completa e conta di 15 volumi ma la storia editoriale italiana è incompleta e flagellata. La prima edizione fu presentata dalla Shin Vision, casa editrice principalmente di serie animate, al Lucca Comics del 2004 con un adattamento fedele all’originale (per esempio il nome di “Doriella” veniva mantenuto come nella declinazione giapponese “Triela”) in parallelo con l’edizione dell’anime che doveva essere pubblicata sempre da loro e che non vide mai la luce.
Di questa prima edizione sono usciti soltanto i primi due volumi.
Successivamente è stata realizzata una nuova edizione da zero da parte della D/Visual con i nomi adattati all’italiano che si è fermata al 10° volume a causa dei problemi economici della casa editrice. In seguito i diritti sul manga vennero trasferiti alla GP Publishing che però non ha mai pubblicato, nonostante alcuni annunci, i restanti volumi.
Purtroppo a oggi non si ha possibilità di concludere la lettura se non in edizioni diverse dall’italiano oppure in traduzioni amatoriali, ma chi cercasse una lettura appassionante e non banale può trovare in Gunslinger Girl un’ottima storia da non lasciarsi sfuggire nella speranza che venga portata a compimento come merita.
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