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LUG
  Addio a Seiji Yokohama
  Opinioni

Raramente mi sono occupato di scrivere articoli di commiato riguardanti personaggi più o meno noti ma questa volta ho deciso di fare un’eccezione per un grande maestro della musica che forse, in special modo a livello internazionale, non ha avuto il riscontro che meritava. Era qualche tempo che stavo mettendo in ordine del materiale per qualche nuovo editoriale di HinaWorld quando purtroppo mi è capitata sottomano la notizia più triste: a 82 anni si è spento Seiji Yokohama a causa di una polmonite. Come spesso accade in questi casi, a meno di non essere un appassionato o un addetto ai lavori, il suo nome dice poco. A parlare sono i suoi lavori o per meglio dire, la sua musica.
Seiji Yokohama è stato infatti compositore e direttore di orchestra di molte colonne sonore utilizzate in serie televisive e anime giapponesi tra le quali spiccano Capitan Harlock e Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco).
Ed è quest’ultima ad aver forse contribuito più di tutte a far conoscere la musica di Seiji.
Chi non ricorda l’epicità del sottofondo musicale durante l’esecuzione del Pegasus Ryu Sei Ken (Fulmine di Pegasus) oppure il pathos e il mistero che avvolgevano i cavalieri durante la corsa alle 12 case dello Zodiaco sottolineato da temi musicali sinistri e intriganti?
Il successo di tale serie passa non solo dalla bella storia di Kurumada e dallo stile dei disegni di Shingo Araki ma anche da elementi di secondo piano come la musica, spesso sottovalutata ma di vitale importanza.
Da musicista non posso poi non riconoscere il valore artistico e innovativo che Yokohama ha portato alla musica moderna: come alcuni suoi colleghi è stato un precursore dell’utilizzo degli strumenti elettrici in connubio con l’orchestra in quello che oggi viene comunemente definito pop-sinfonico.
In passato spesso la diatriba tra la suddivisione del classico con il moderno ha portato a escludere la coesistenza di questi due mondi che, in special modo nell’ambito delle colonne sonore, ha invece fornito grande novità e freschezza artistica aggiungendo con il giusto peso gli strumenti elettrici.
Chi non si ricorda l’incalzante ritmo di batteria e basso elettrico accompagnato da violini incedenti, o gli spendidi assoli di chitarra elettrica sotto un maestoso tappeto orchestrale nei temi legati a Ikki (Phoenix)? Tutto questo lo dobbiamo a Seiji Yokohama che nel lontano 1985 ha avuto il coraggio di sperimentare un connubio di strumenti assolutamente non scontato e che ai giorni nostri è diventato naturale utilizzare da parte dei grandi compositori moderni come Hans Zimmer o Steve Jablonski per non parlare di colossi come Ennio Morricone e James Horner che nel corso degli anni si sono evoluti nella loro costante ricerca musicale seguendo questa strada.
Ecco cosa ha lasciato Seiji alla storia: delle splendide musiche che hanno legato generazioni e generi musicali realizzate come pioniere delle colonne sonore moderne.
E noi non smetteremo mai di ringraziarlo, augurandogli il tranquillo riposo che si è meritato nella sua instancabile vita professionale e artistica.
Grazie di tutto, maestro.




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