
A Silent Voice
28 marzo 2019
La disabilità, la solitudine e l’amicizia sono i temi portanti del profondo manga di Yoshiyoki Oima, di recente trasposto al cinema nel lungometraggio intitolato “La Forma della Voce”.

L’autrice è la giovane mangaka Yoshitoki Oima che grazie al titolo e alla sua trasposizione cinematografica ha vinto nel 2015 il prestigioso Premio Culturale Osamu Tezuka.
I protagonisti della storia sono Shoya Ishida, un ragazzino molto vivace, e Shoko Nishimia, una nuova compagna di classe che soffre di sordità. A causa di questa sua disabilità Nishimia comunica con i compagni attraverso un quaderno e cerca tra mille difficoltà di relazionarsi con loro. Ma preda dei continui scherni e atti di bullismo che Ishida le riserva, portando la classe a comportarsi nello stesso modo, Nishimiya decide di abbandonare la scuola. La colpa viene fatta ricadere su Ishida che da quel momento viene bullizzato dai compagni finendo per rimanere solo.
Giunto alle superiori Ishida, preda dei rimorsi per quanto fatto a Nishimiya, pensa di togliersi la vita ma dopo aver reincontrato Shoko per caso, decide di porre rimedio agli errori commessi in passato e inizia un percorso di redenzione che lo porterà a ricostruire il rapporto con Nishimia e a creare nuove amicizie.
È questo percorso di Ishida il filo conduttore della storia che porta i personaggi e i lettore a porsi molte domande. E gli elementi di riflessione non mancano:dai maltrattamenti gratuiti che il giovane Ishida fa alla povera Nishimiya sino al tema del suicidio. Vi sono poi le oggettive difficoltà di Nishimiya dovute alla sordità che la bloccano nelle sue reazioni, tanto da rispondere sempre e soltanto con un vuoto sorriso a coloro che la maltrattano. L’autrice, in modo narrativamente efficace ma sempre con tono molto delicato e talvolta appoggiandosi a una sobria ironia, affronta queste tematiche mostrando il lato psicologico dei personaggi che passano dal dolore alla voglia di rivalsa sino a una reazione che li porterà al superamento delle difficoltà.
Il tratto del disegno dell’autrice è molto dolce ma preciso e ci mostra con perizia le emozioni dei personaggi, in special modo di Nishimiya che comunica principalmente attraverso la gestualità. L’ambientazione circostante è sempre ricca di particolari che aiutano il lettore a collocarsi in un mondo che appare assolutamente reale.
Il manga non è esente da qualche difetto, soprattutto nel finale, dove l’intenzione di avere un lieto fine a tutti i costi costringe l’autrice a forzare alcune situazioni che appaiono poco credibili. Alla fine però è una bellissima lettura che scivola via veloce nei suoi 7 volumetti e lascia il lettore toccato nel profondo.
Di A Silent Voice esiste anche la trasposizione animata dal titolo La Forma della Voce (che è la traduzione letterale del titolo originale Koe no Katachi) realizzata dalla Kyoto Animation e portata in Italia grazie alla collaborazione Nexo Digital e DynIt. Il film segue in maniera precisa ed emozionante gli eventi narrati nel fumetto, tralasciando però di approfondire alcuni aspetti interiori dei personaggi e concludendo la storia in modo ancora più forzato rispetto al fumetto, motivo per il quale suggerisco prima la lettura cartacea che non la visione.
Per quanto riguarda il manga l’edizione è stata realizzata dalla Star Comics e si compone di 7 volumi che è possibile reperire, salvo esaurimento scorte, anche in un unico box dal prezzo molto interessante che li raccoglie tutti assieme uscito in concomitanza al film nelle sale cinematografiche.
L’edizione video di DynIt si può invece trovare sia in edizione DVD che Blu-ray a seconda delle preferenze.
A qualunque formato decidiate di avvicinarvi, suggerisco di visionare quest’opera, di certo una delle più profonde degli ultimi anni.
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