The Promised Neverland

18 June 2020
Spesso ci siamo imbattuti in film e serie televisive definiti “survivors series” dove i protagonisti si ritrovano in scenari più o meno apocalittici e distopici nei quali la loro sopravvivenza è messa a repentaglio da una minaccia incombente. Anche i manga/anime giapponesi non sono estranei a questo tipo di narrazione che comprende la più disparata serie di sottogeneri: mi vengono in mente titoli come Battle Royal, Shangri-la, Limit, Highschool of the Dead e tanti altri che sicuramente dimentico.
Negli ultimi tempi si è sentito parlare spesso di The Promised Neverland che, pur essendo un classico esempio di survival manga, ho trovato molto interessante soprattutto per la presenza di alcuni elementi atipici.
La storia si svolge in un orfanotrofio in tipica architettura vittoriana, la cui locazione geografica è sconosciuta, dove vivono diversi ragazzi la cui vita giornaliera scorre pacifica tra giochi, riposo e alcuni test attitudinali. Tra di loro amano definirsi fratelli e Madame Isabella, la governante dell’orfanotrofio, viene chiamata da tutti loro affettuosamente “mamma”. Dall’orfanotrofio non è possibile conoscere o vedere il mondo esterno perché l’area è circondata da un’enorme fortificazione alla quale ai bambini è proibito avvicinarsi. Un giorno una bambina di sei anni di nome Conny viene presa in adozione da una famiglia e si appresta a lasciare la struttura ma per errore si dimentica un pupazzo a cui era molto affezionata. Emma e Norman, due ragazzi di 11 anni e tra i più grandi presenti nell’istituto, decidono di riportarle di nascosto il pupazzo prima che se ne vada per sempre e giungono al grande cancello proibito che conduce all’esterno. Qui, all’interno di un camion, scoprono il cadavere di Conny e, ancora terrorizzati, si nascondono sotto il veicolo sentendo le voci di qualcuno che si sta avvicinando. L’orrore aumenta quando i ragazzi vedono due demoni venuti a prendere il corpo di Conny per cibarsene e scoprono che l’orfanotrofio in realtà è una fattoria destinata ad allevare i bambini per sfamare i demoni. Dopo aver rivelato la sconcertante verità anche a Ray, loro coetaneo e tra i più intelligenti dell’orfanotrofio, i tre ragazzi decidono di unire le forze nel tentativo di fuggire per salvare la loro vita e quella degli altri orfani.
Il manga è scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu, due artisti giapponesi emergenti, che hanno combinato alcune caratteristiche del genere survival contaminandole con diversi elementi. La trama e lo sviluppo della storia risultano infatti molto intriganti essendo una sorta di thriller drammatico psicologico con sfumature più giallo-poliziesche dove i ragazzi entrano in uno scontro con la loro madre adottiva, simile a una partita di scacchi, che per certi versi riporta molto a opere come Death Note.
Le strategie adottate tra protagonisti e antagonisti tra i tentativi di fuga e la ricerca di notizie sul mondo esterno all’orfanotrofio contrapposto al controllo della madre sugli orfani, per non essere a sua volta vittima dei demoni, avvolgono il lettore in un cliffhanger dopo l’altro.
La scelta di chara design della mangaka Posuka Demizu è inoltre molto particolare e richiama uno stile forse un po’ più occidentale pur non trascurando i tipici tratti da manga. La presenza di bambini come soggetti protagonisti della storia rende necessaria un’attenta valutazione dei contenuti più o meno espliciti e, anche in questo caso, la mangaka è stata davvero molto abile. Le scene non presentano inutili elementi di fanservice, che avrebbero aiutato forse a catturare qualche lettore in più, e nemmeno dello splatter gratuito. Le espressioni dei personaggi, con caratteristiche del viso a volte accentuate quasi a deformed, rendono molto vivide le sensazioni di ansia e paura dei protagonisti.
L’unica pecca della serie risulta essere il livello qualitativo della storia che inizia a calare dopo i primi archi narrativi, non proprio freschi e intriganti come l’inizio della vicenda.
La serie si è conclusa proprio lo scorso lunedì su Weekly Shonen Jump per un totale di 181 capitoli raccolti in 20 volumi e il manga è edito in Italia da J-POP nei classici volumetti contenenti anche le pagine a colori a un costo di 5,90€ ciascuno. La J-POP ha inoltre pubblicato anche il primo romanzo spin-off “Una lettera da Norman”, uscito in Giappone nel 2018, mentre la DynIT ha pubblicato i primi 12 episodi della serie anime realizzata dallo studio CloverWorks che sono disponibili su Amazon Prime oppure in versione B-Ray e DVD.
Se cercate una serie dai contorni oscuri e intriganti The Promised Neverland ha tutti gli attributi per appassionarvi a dovere seppur, forse complice ancora l’essere alla prima esperienza degli autori in questo campo, non sarà ricordata come un capolavoro del suo genere.
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