Violet Evergarden

10 September 2019
La tragedia dell’incendio doloso allo studio della Kyoto Animation avvenuto a fine luglio ha portato il mondo dell’animazione a ricordare una serie di capolavori realizzati da molti degli artisti che hanno purtroppo perso la vita. Ho quindi deciso, in omaggio allo studio e alle sue vittime, di recuperare qualche opera delle più significative. Il catalogo della Kyoani è davvero vasto ma invece di concentrarmi sui titoli come i vari Haruhi Suzumiya, K-ON, Clannad vorrei porre l’attenzione sulla storia di Violet Evergarden.
Tratta da una serie di romanzi di Kana Akatsuki, la trasposizione Anime è stata trasmessa a partire dal 10 gennaio 2018 in Giappone e, per la prima volta anche in italiano, in simuldub mondiale (ovvero in versione doppiata straniera rilasciata in contemporanea con l’originale, pratica insolita per gli anime che vengono rilasciati al di fuori del Giappone a distanza di mesi o di anni) a partire dal giorno successivo su Netflix.
La storia ha luogo nello stato immaginario di Leidenschaftlich a sud del continente chiamato Telsis, in guerra con l’Impero Gardarick situato a nord. Violet è un’orfana che durante un’operazione militare dell’esercito di Leidenschaftlich viene catturata e fatta prigioniera per sfruttare le sue incredibili e premature capacità belliche. Trascorrendo la sua intera infanzia sui campi di battaglia diviene del tutto incapace di provare sentimenti dei quali ignora persino l’esistenza. Durante un’incidente, quasi alla fine della guerra, perde entrambe le braccia mentre il maggiore Gilbert Bougainvillea, il soldato dell’esercito che si era preso cura di lei e le aveva dato il nome di Violet, risulta disperso. Terminata la guerra, non potendo tornare al servizio militare e incapace di affrontare una vita senza il maggiore a darle ordini decide di accettare l’offerta di Hodgins, caro amico di Gilbert, che le trova un lavoro presso la sua società postale. Qui, venuta a conoscenza del servizio denominato “bambole di scrittura automatica” (ragazze che sanno scrivere bene a macchina e che possiedono la capacità di mettere su carta i sentimenti di persone che chiedono un aiuto per esprimerli in maniera che arrivino al cuore dei destinatari) chiede di entrare in questo gruppo per poter scoprire le emozioni umane e comprendere così il significato delle parole "ti amo", che il suo adorato comandante le aveva pronunciato nell'ultimo istante condiviso insieme.
Ciò che colpisce subito durante la visione di Violet Evergarden è il fatto di trovarsi davanti a un prodotto di animazione d’altri tempi, dove i sentimenti e l’introspezione dei personaggi sono il motore che muove la storia. Attualmente la quasi totalità degli Anime, ma possiamo tranquillamente estendere anche a cinema e serie televisive, basa le trame su azione, segreti, o aspetti interiori volti a tirare fuori i lati più oscuri e terrificanti dei personaggi piuttosto che la parte positiva del loro animo. In Violet Evergarden si torna invece al vecchio stile degli anni 80 (mi viene da citare titoli come Fiocchi di Cotone per Jeanie, Le Avventure di Huckelberry Finn o Pollyanna) nei quali i sentimenti, l’amicizia e la positività sono il motore che guida i protagonisti attraverso le difficoltà e le inspiegabili tragedie che la vita pone di fronte. I modi impacciati e l’inconsapevole dolcezza con le quali cerca con tutta se stessa di aiutare le persone che le chiedono aiuto, intrecciandosi alle sue vicende personali, arricchiscono la narrazione in una scoperta continua dei sentimenti di Violet.
Non manca ovviamente qualche momento di azione e drammaticità nei flashback della guerra e in alcuni eventi che coinvolgono Violet, ma risultano funzionali alla storia e non forzati al solo intento di farla procedere. La serenità con la quale vengono seguite le avventure di Violet alla ricerca di se stessa non annoia, ma emoziona continuamente. E a sostegno di questa ambientazione vengono le splendide musiche di Evan Call, americano trasferitosi in Giappone a fare musica, i cui arrangiamenti classici diventano una cornice perfetta per la storia.
Nonostante i soli 13 episodi, Violet Evergarden ha avuto un enorme successo grazie alla sua semplicità e immediatezza nel trasmettere determinate emozioni che da un po’ di tempo non si vedevano in ambito di animazione, se non forse nei film di Miyazaki.
E il progetto di Violet Evergarden non si è fermato alla serie televisiva ma qualche giorno fa è uscito nei cinema giapponesi Violet Evergarden Gaiden: Eien a Jido Shuki Ningyo (Violet Evergarden Side Story: L’Eternità e le Bambole di Scrittura Automatica), una versione alternativa della storia raccontata nella serie televisiva mentre il film sequel previsto per gennaio 2020 è stato posticipato in data da destinarsi a causa della tragedia dello scorso luglio.
Speriamo che l’uscita del film proprio su Violet Evergarden, primo rilascio ufficiale di materiale Kyoani dopo l’incidente, rappresenti un ottimo augurio per la ripresa dello Studio e che possa tornare presto a farci emozionare come ha sempre fatto in passato.
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