Uchuu no Stellvia

20 July 2019
Oggi come 50 anni fa l’astronauta Neil Armstrong poggiava piede sul suolo lunare esclamando la celebre frase “un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità”. Quindi perché non celebrare anche su HinaWorld questa storica ricorrenza parlando di una serie anime ambientata nello spazio? La produzione giapponese ci ha portato davvero un’infinità di storie legate allo spazio: anche solo tralasciando la corposa quantità di titoli legati ai robot mi viene da pensare a Uchuu Kyoudai – Fratelli Nello Spazio, Twin Spica, Planetes, Sora wo Kakeru Shoujo e potrei andare avanti con numerosi altri titoli. Volendo però avvicinarmi alla miscela di sentimenti, dal mistero al senso di appartenenza di tutta l’umanità, che lo sbarco sulla Luna riesce a evocare, voglio parlare di Uchuu no Stellvia (nota anche come Stellvia of the Universe), una serie di fantascienza del 2003 purtroppo mai arrivata in Italia.
È l'anno 2356. 189 anni sono passati da quando un'onda elettromagnetica causata dall'esplosione di una Supernova ha danneggiato la terra estinguendo il 90% dei suoi abitanti. Quasi due secoli più tardi l'umanità ha faticosamente ricostruito ciò che era andato distrutto e sono state create delle stazioni spaziali preposte a difesa della terra.
Una nuova minaccia infatti si profila all'orizzonte: l'arrivo di una seconda onda elettromagnetica che minaccia nuovamente tutti gli esseri umani.
Shima Katase è una giovane allieva che si reca nell'accademia astronautica della stazione spaziale Stellvia per poter volare nell'universo e vedere il cielo come lo vedevano i suoi antenati. Ben presto però si troverà di fronte alle difficoltà che l'addestramento impone, mentre la minaccia della seconda onda si profila all'orizzonte.
Uchuu no Stellvia è una serie che racchiude in sé svariati generi e risulta adatta a un vasto pubblico. Tra gli elementi della storia troviamo infatti una componente mecha con le stazioni spaziali, le navicelle Bianca e i robot Infinity. Avventura e mistero accompagnano Shima e compagni sempre legati a una narrazione classica di vita scolastica ambientata però nello spazio tra amori giovanili, legami d’amicizia e conflittualità. La trama segue gli eventi con una bilanciata altalenanza di spensieratezza e drammaticità che rendono gli episodi sempre intriganti ed appassionanti.
Realizzata dallo Studio Xebec, il chara design era stato affidato a Uno Makoto, già autore della versione anime di Love Hina e qui impegnato a realizzare dei personaggi originali e non più una trasposizione di un manga, che si contraddistingue per il tratto sempre pulito ma nel contempo ben particolareggiato.
Come già detto in precedenza l’anime non è mai stato localizzato in italiano, potete però trovare la serie completa realizzata dal sottoscritto per il fansub di Neo-Tokyo Anime mentre su HinaWorld ho pubblicato la traduzione di alcuni capitoli del manga che nel complesso conta di soli due volumi.
Di Stellvia è divenuta piuttosto famosa la colonna sonora, in special modo nelle sigle di apertura e chiusura (Asu e no Brilliant Road, Kirei na Yozora e The End Of The World) con la jpop band Angela, tanto da far presagire alcuni anni dopo che uno dei nuovi singoli intitolato “Fly me to the Sky” fosse la opening ufficiale di Uchuu no Stellvia 2. In realtà purtroppo una seconda stagione era entrata in fase di preproduzione nel 2005 per poi essere fermata a causa di “motivi interni” come riportato dal regista Tetsuo Sato che già si era occupato della prima stagione rendendola, di fatto, una serie terminata.
Voglio infine concludere questo articolo con un pensiero dedicato alla Kyoto Animation nel cui disastro, causato da un folle, hanno perso la vita 36 dipendenti dello staff. Il valore artistico e, ancor più importante, quello umano che sono andati perduti sono inestimabili. L’augurio è che la KyoAni possa presto riprendersi e continuare a sfornare capolavori come ha sempre fatto negli anni.
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