Your Name

08 June 2018
Era un lunedì di fine gennaio dello scorso anno quando, dopo il solito Natale trascorso tra i cinepanettoni e i colossal americani, venne presentato per soli tre giorni nei cinema un nuovo film di animazione che timidamente cercava spazio in un mercato complesso come quello italiano. Grazie agli sforzi di Nexo Digital, non nuova a iniziative volte a portare film di animazione giapponesi nei cinema, e a DynIt, che si è occupata della localizzazione italiana, Your Name ha ottenuto un risultato straordinario che ha portato alla riprogrammazione per ben tre volte nell’arco di un mese.
Ma cosa ha contribuito a questo strepitoso successo?
La storia è ambientata nel 2010 e ha luogo nel villaggio immaginario di Itomori, non lontano da Tokyo, che sorge sulle rive di un lago. Qui una studentessa di nome Mizuho, stanca della vita monotona di tutti i giorni, spera di poter andare a vivere a Tokyo.
Un giorno all’improvviso si risveglia nel corpo di Taki, un ragazzo della metropoli, che a sua volta si ritrova nel corpo di Mizuho. Lo scambio continua sino al risveglio successivo e si ripete in modo casuale giorno dopo giorno. Dopo aver compreso quanto accaduto i due ragazzi comunicano tra loro scambiandosi scritti sui quaderni o messaggi sul diaro del cellulare, ma soprattutto ciascuno di loro, durante lo scambio, cerca di intervenire sulla vita dell’altro, migliorandola. Ma alcuni eventi, tra incidenti e scherzi del destino, cambieranno la loro vita e gli faranno comprendere che il loro legame è molto più profondo rispetto a un mero scambio dei corpi.
Regista, autore e sceneggiatore della storia è Makoto Shinkai, talentuoso artista giapponese che è stato indicato da diverse riviste di settore come il possibile erede di Hayao Miyazaki. Da noi in italia è noto soprattutto per Il Giardino delle Parole e La Voce delle Stelle, i suoi lavori maggiormente conosciuti, che hanno visto un fugace passaggio nelle sale cinematografiche.
In Giappone il film ha battuto ogni record di incasso superando Spirited Away (La città incantata) che lo deteneva dal 2002 e Frozen della Disney.
Il film è molto piacevole anche se la storia, a parte alcuni colpi di scena, risulta abbastanza semplice e contiene molti dei clichè classici dei giapponesi: momenti di vita scolastica, i sogni per il futuro, il destino delle persone e i triangoli amorosi. Non bisogna dimenticare infatti che il target di riferimento rimane il pubblico del Giappone.
Ma dopo un inizio leggero il film inizia a diventare molto più profondo raccontando l’evoluzione del rapporto tra i due ragazzi che si trovano a dover affrontare realtà difficili e in contrasto con i loro sogni. È chiaro come il film sia pensato per un pubblico eterogeneo e adulto, fatto che in molti paesi (Italia compresa dove un film di animazione deve essere solo per ragazzi o bambini) non viene ancora accettato.
Ritengo però che sia questa profonda introspezione dei protagonisti a catturare lo spettatore facendogli vivere le stesse emozioni. Nonostante le impeccabili animazioni, i fondali mozzafiato e la grandiosa colonna sonora (realizzata da Yojiro Noda dei Randwimps che ha vinto diversi riconoscimenti) sia proprio la scelta di Shinkai di puntare direttamente ai sentimenti a risultare l’elemento vincente.
Inoltre alcune tecniche di regia ricordano i capolavori di Miyazaki da cui è evidente la dichiarata passione dell’autore (oltre ai romanzi di Haruki Murakami per le sceneggiature). Prima fra tutte la mancanza di CGI per le animazioni che sono tutte realizzate a mano frame per frame su tavole digitali (e in un film che punta a emozionare, è una scelta decisamente vincente).
L’edizione italiana della DynIt, oltre a essere lavorata con grande cura nel doppiaggio e nell’adattamento, è stata presentata in anteprima a Lucca Comics 2017 con versioni per tutte le esigenze. Si va dalla Collector’s Edition alle versioni più semplici in DVD e BluRay (io personalmente ho acquistato quest’ultima).
Se ancora non fosse sufficiente la JPOP ha pubblicato il manga, venduto sia singolarmente che in forma di box, e il romanzo che risulta essere una versione complementare della sceneggiatura dove le vicende sono narrate dal punto di vista soggettivo dei personaggi e non raccontate in terza persona.
Insomma i canali per entrare nel mondo di Your Name ci sono tutti, non sarà forse il capolavoro del secolo ma di certo ha tutte le carte in regola per essere ricordato tra i grandi film di animazione degli ultimi anni.
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