Anime e Internet, i nuovi media del futuro

20 April 2018
"C'era una volta il fansub"... ero tentato di iniziare così questo articolo ma in realtà, per fortuna, tale affermazione non è del tutto vera. Esistono ancora tanti gruppi di fansub che continuano la missione di portare a conoscenza le nuove serie agli appassionati (Neo-Tokyo Anime, il gruppo da me fondato e piuttosto attivo nel primo decennio del duemila, ancora pubblica materiale). Però da qualche anno qualcosa è cambiato.
Gli studi di animazione Giapponesi si sono accorti di quanto valga l’esportazione dei loro prodotti sui mercati internazionali e di quanto la fruizione dei contenuti tramite il fansub (non stiamo qui a dibattere sulla sua legittimità) fosse importante come veicolo promozionale. Anni orsono l’unico sistema erano i DVD (e ancor prima le VHS) provenienti da Hong Kong con sottotitoli in inglese, a volte di dubbia correttezza, che consentivano la visione di serie mai doppiate.
Ma con il passare degli anni i canali online hanno sostituito progressivamente i supporti fisici grazie a Torrent, i Bot IRC, Emule e altri software per il file sharing.
L’autentico cambio di filosofia arriva negli anni recenti con Crunchyroll, un portale online fondato nel 2006 da un gruppo di laureati della UC Berkeley in cui in contemporanea con il Giappone (da qui il termine Simulcast) vengono pubblicati online gli Anime già con traduzioni ufficiali in inglese fornite dagli stessi studi di animazione.
La presenza di banner pubblicitari o di abbonamenti a pagamento fornisce gli introiti necessari a pagare le licenze e in questo modo è possibile fruire, anche in modo gratuito, dei contenuti in modo del tutto legale.
Dopo Crunchyroll una serie di nuovi portali hanno iniziato a fornire streaming di Anime coprendo una discreta mole di titoli (Hulu, Funimation, Daisuki) nonostante diverse serie siano disponibili solo attraverso il fansub.
Anche l’Italia a fine 2014 ha visto partire una versione in lingua italiana dei Simulcast con l’avvento di VVVVID, progetto voluto in partnership con DynIT, dove è possibile fruire di nuove serie che in base al gradimento ricevuto sono poi state pubblicate in versione doppiata. E Sky sul suo canale Man-ga, in collaborazione con Yamato Video, ha da diverso tempo iniziato la tramissione di serie Anime sottotitolate per proporre in seguito la versione doppiata se lo share è ritenuto soddisfacente.
L’industria ha iniziato così ad adattarsi alle richieste del mercato arrivando addirittura a colossi come Netflix che hanno commissionato direttamente agli studi di animazione delle serie originali o dei remake (è atteso nel 2019 quello dei Cavalieri dello Zodiaco) che forniranno un SimulCast già doppiato. Ed è annuncio degli ultimi giorni che Crunchyroll proporrà la nuova serie di Full Metal Panic: Invisible Victory già in versione doppiata in inglese a distanza di poche settimane dalla messa online sottotitolata.
La domanda che appare quindi lecita è una: ma noi ci abbiamo guadagnato?
La possibilità di poter vedere le serie sottotitolate, in qualunque momento e su una gamma variegata di dispositivi, è di certo un vantaggio non di poco conto nel mondo odierno nel quale la velocità di fruizione è essa stessa una qualità richiesta. Le traduzioni “ufficiali” provenienti dagli studi di animazione consentono anche un livello di adattamento e di traduzione molto più fedele alle interpretazioni “libere” del fansub che, almeno nella localizzazione italiana, si è sempre basato o su un doppio passaggio dall’inglese o su pochissimi in grado di tradurre direttamente dal giapponese.
Di certo però viene a mancare il pathos e uno stile più artigianale che contraddistingue i gruppi di fansub, ciascuno con i suoi standard, gli stili di traduzione e quel valore artistico dato dagli appassionati. Il tutto senza tirare in ballo l’annosa questione delle regole del fansub per le quali va sospesa la pubblicazione in caso di serie licenziate (perchè a tutti gli effetti un SimulCast è una licenza regolarmente acquistata).
I gruppi di fansub esistono e ancora esisteranno anche se forse faticheranno sempre di più a rimanere al passo con le ultime uscite: sarà nostra scelta se avvalerci di canali ufficiali più rapidi e asettici o attendere qualche giorno in più per vedere un prodotto, forse imperfetto nei contenuti, ma dal quale emerge quella passione che le traduzioni amatoriali ci hanno trasmesso per anni.
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