04
APR
  Tokko
  Opinioni

Nel mercato dei manga italiano, ormai da diversi anni piuttosto completo dal punto di vista dell’offerta, non mancano di arrivare ogni tanto proposte di nicchia rimaste inedite che difficilmente mi aspettavo di vedere da noi. E’ il caso di Tokko, un manga di stampo horror del 2003 che credo possa risultare molto godibile sia per gli amanti del genere sia per chi cerca una storia avvincente.
L’autore è Toru Fujisawa, più noto alle cronache per la sua serie di maggior successo Great Teacher Onizuka, che dimostra di sapersi districare con abilità anche con storie diverse rispetto ai suoi canoni tipici basati principalmente sulla critica ai problemi della società moderna.
Il protagonista della storia è Ranmaru, un giovane ragazzo che vive con la sorella Saya a Tokyo. In seguito a un incidente avvenuto cinque anni prima a Machida, in un complesso residenziale in cui vivevano, dove i suoi genitori vennero brutalmente assassinati in circostanze misteriose insieme a oltre trecento persone, Ranmaru decide di entrare in polizia. Entra così a far parte del Tokki, un’unità speciale dedicata alle investigazioni attraverso la quale cerca di fare luce sulla morte dei genitori. Qui viene a conoscenza della Sezione Due, meglio conosciuta come Tokko, una squadra che si occupa di seguire strane sequenze di omicidi legate a misteriose voragini che si aprono nel terreno nelle vicinanze degli stessi. Tra elementi soprannaturali e una strana ragazza che da anni gli appare in sogno, Ranmaru entrerà a far parte della Tokko e scoprirà la verità sulla morte dei genitori e sulla natura degli omicidi.
Tra gli elementi di spicco che rendono la serie particolarmente godibile vi è il ritmo narrativo. Pagina dopo pagina, tra suspance e colpi di scena, la storia progredisce con fare incalzante e con continue soprese per il lettore.
Il tratto estremamente realistico e accurato di Fujisawa contribuisce a dare un senso di realismo molto accentuato , un vero punto di forza per un genere come quello proposto. Le scene di horror più splatter raggiungono una verosimiglianza davvero notevole. Per questo motivo il manga non è ovviamente adatto a un pubblico più giovane o suscettibile a certe scene di massacri e di violenza, per quanto si tratti di una storia di fantasia, e si colloca più ragionevolmente nel genere Seinen.
L’unica nota di debolezza è rappresentata dal fatto che, come molte delle opere minori di Fujisawa, la storia sia molto breve e duri soltanto due volumi. In questo arco narrativo ci viene dato solo uno spaccato della storia, una bella introduzione che però si ferma proprio sul più bello in una trama che aveva davvero molteplici possibilità di essere sviluppata. Il terzo volume della serie infatti si discosta dalla storia principale e si occupa di raccontare la storia dal punto di vista di altri due fratelli gemelli, anch’essi sopravvissuti al massacro di Machida.
Fujisawa per fortuna è tornato sui suoi passi e nel 2013 (quindi 10 anni dopo la conclusione) ha ricominciato la serializzazione di Tokko Zero, un sequel della storia della quale però si occupa solo della sceneggiatura e non dei disegni, affidati al bravissimo Yukai Asada. Purtroppo in questa nuova serie, per quanto Asada sia abile,si sente pesantemente la mancanza del tratto di Fujisawa. Almeno però possiamo approfondire la storia e la trama rimaste incomplete su Tokko.Tokko Zero si compone di quattro volumi il cui ultimo verrà pubblicato in estate in Giappone essendo terminata la serializzazione su rivista nel Marzo 2016.
La Planet Manga, già editore di Tokko, si occuperà di pubblicare anche il sequel subito dopo la conclusione del primo manga che al momento è di uscita bimestrale.
Come nota finale aggiungo che Tokko (2003) potrebbe ricordare a molti, per alcune analogie, i più noti The Walking Dead (2003) o Highschool of The Dead (2006). Questi ultimi trattano il tema degli zombie, che in realtà su Tokko è assente, però certe somiglianze si possono rilevare. Mi preme sottolineare come Tokko sia contemporaneo, se non antecedente, a entrambi quindi l’eventuale senso di deja vù che potrebbe capitare è legato solo al maggior successo avuto dagli altri due titoli che sono più conosciuti, non di certo per problemi di originalità o copiature.
Chi quindi è un appassionato del genere horror o chi semplicemente vuole una serie avvincente e piuttosto originale e che non sia troppo lunga e impegnativa è invitato a provare questo bellissimo manga.




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